Ingegneria Chimica Ambientale

05 dic, 2008

Sostanze omologhe, temperatura di ebollizione e temperatura di rugiada.

Posted by: Domenico Di Nardo In: chimica| termodinamica | Articolo letto 778 volte/a

Osservazioni. Finora ci siamo occupati di definire le condizioni di equlibrio delle sostanze a contatto tra loro e di come interagiscono le diverse proprietà delle stesse in condizioni di miscelazione. Ovviamente, per poter utilizzare i sistemi matematici, bisogna fare delle ipotesi di lavoro, prima tra tutte la condizione di “miscela ideale”. Questo ci impone di dover considerare le due sostanze che andranno a formare la miscela (A+B) come sostanze omologhe, cioè “simili chimicamente”.

Volatilità relativa. Sull’onda della precedente osservazioni si può arrivare alla definizione di un parametro molto importante nello studio del comportamento delle miscele. Partiamo dalla seguente relazione di Clausius-Clapeyron:

(1) dp^0/dT = lambda/{T(v_G - v_L)} doubleright ln p^0 = - lambda /{RT} + cost.;

si può vedere che all’aumentare della temperatura si ha la diminizione (lineare) del logaritmo della tensione di vapore. Due sostanze si definiscono omologhe quando le rispettive rette della tensione di vapore in scala logaritmica sono tra loro parallele, cioè si ha che il rapporto (alpha) tra le tensioni di vapore è costate (o meglio, dipende debolmente dalla temperatura). Tale rapporto si definisce “volatilità relativa”:

(2) alpha = {P^0}_A/{P^0_B} maggiore 1;

Tanto più la (2) si discosta da 1, tanto più A è volatile di B.

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14 giu, 2008

Diagramma di stato delle miscele bifasiche. Come si ottiene e come si usa.

Posted by: Domenico Di Nardo In: chimica| termodinamica | Articolo letto 1.484 volte/a

Introduzuone. Nell’ultimo contributo, abbiamo parlato della legge di Raoult fermandoci al diagramma di stato delle miscele bifasiche. In questo nuovo contributo cercheremo di capire come si arriva a quel diagramma, in particolar modo, come si arriva a disegnare la curva 2 dei vapori saturi. Di seguito riportiamo il diagramma del precedente contributo.

Fig. 1 - Diagramma di stato Liquido Vapore.

Curva dei vapori saturi. Se fissiamo una concentrazione ~x, utilizzando la retta 1 del diagramma in Fig. 1, riusciamo ad individuare un valore della pressione. Tramite Rauolt siamo in grado di determinare la frazione molare ~y del vapore che fa equilibrio alla frazione x del liquido:

(1) ~y = {P^0_A/P} ~x;

In pratica, questo valore di ~y è relativo alla stessa pressione, quindi si trova sulla stessa orizzontale presa per ~x, siccome ~y > ~x” title=”~y > ~x”/> si ha che il valore della fase vapore si trova a destra rispetto al valore della fase liquida. Se ripetiamo questa procedura in modo iterativo otteniamo proprio la curva 2 del diagramma in Fig. 1.</p>
<p><strong>Comportamento di un sistema binario. </strong>Supponiamo che la composizione totale del sistema sia <img src=, coincidente con il punto C nel diagramma. Tracciando la verticale passante per ~z si ha:

  1. Dal basso verso l’alto: inizialmente abbiamo che tutto il sistema è in fase vapore, se la pressione aumenta si arriva al punto in cui la prima gocciolina di vapore comincia a condensare (punto sulla curva 2 con frazione ~x_A). Se la pressione aumenta ancora si arriva al punto B della curva 1, dove il sistema risulta essere tutto in fase liquida tranne l’ultimo residuo di vapore ~y_B;
  2. Dall’alto verso il basso: si ha tutto liquido, facendo diminuire la pressione si arriva al punto B dove il liquido comincia a bollire formando un vapore ~y_B. Se la pressione diminuisce ancora, si arriva al punto A in cui si ha tutto vapore tranne per la presenza di una ultima gocciolina di liquido ~x_A.

Passaggio di fase. Le considerazioni precedenti ci permettono di sottolineare una importante caratteristica delle miscele:

se per una sostanza pura la pressione resta costante durante il passaggio di fase, non è così per una miscela.

Per comprendere meglio il senso di questa affermazione, possiamo fare sempre riferimento al diagramma in Fig. 1. I percorsi 1 e 2 che abbiamo analizzato in precedenza sono rettilinei, questo perché nei tratti esterni alle curve il liquido ed il vapore non cambiano composizione. Cerchiamo di capire cosa accade nel tratto A-B. Se partiamo dal sistema in fase vapore (basso verso altro) ed aumentiamo la pressione, in A si forma la prima gocciolina di liquido con concentrazione ~x_A. Opposta la situazione che si ha in B, dove abbiamo tutto liquido con una bolla di vapore ~y_B. In pratica, mentre nei tratti esterni alle curve le composizioni non variano, lungo il tratto A-B le concentrazioni variano continuamente. La retta A-B ha comunque senso all’interno del diagramma, perché rappresenta la concentrazione totale del sistema ~z che nel complesso non varia.

se per una sostanza pura la pressione resta costante durante il passaggio di fase, ciò non accade nelle miscele.

Uso del diagramma. Per determinare le concentrazioni della miscela ad una determinata pressioneP_1, non dobbiamo fare altro che tracciare l’orizzontale per P_1, in questo modo si ottengono due punti che identificano proprio i due valori di concentrazione ~y_1 ed ~x_1. Questi due valori variano al variare della pressione; l’unico valore a restare costante è ~z.

Diagramma a P costante. Il diagramma in Fig. 1 vale a T costante, ma è possibile anche realizzarne uno a P costante.

Fig. 2 - Diagramma di stato a P costante.

Nel diagramma in Fig. 2 abbiamo indicato con Teb la temperatura del generico componente puro, la curva 1 è del vapore saturo (curva di rugiada), la 2 è del liquido saturo (curva di inizio ebollizione). Anche in questo caso possiamo fare gli stessi ragionamenti fatti in precedenza, infatti, durante il passaggio di fase la temperatura non resta costante.

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07 giu, 2008

Legge di Raoult e legge di Dalton: miscele in equilibrio Liquido-Vapore.

Posted by: Domenico Di Nardo In: chimica| termodinamica | Articolo letto 2.534 volte/a

Introduzione. Dalle considerazioni fatte nei precedenti contributi possiamo passare a formulazioni fondamentali per chi studia il comportamento di miscele in equilibrio. Saremo in grado di conoscere le condizioni di un componente della miscela il rapporto alle condizioni della miscela stessa.

Legge di Raoult. Prendiamo come riferimento il modello di gas ideale in una soluzione ideale, assunto l’equilibrio liquido-vapore si può arrivare ad una formulazione semplice ma importante:

(1) P y_i = P^0_i x_i con (i = 1, 2, … , N);

dove:
P è la pressione totale del sistema;
y_i è la frazione molare della specie i nella fase gassosa;
p^0_i è la tensione di vapore della specie i alla temperatuta T;
x_i è la frazione molare della specie i nella fase liquida.

Analizzando la (1), nota come Legge di Raoult, si può affermare che:

se si ha una miscela ideale in equilibrio liquido-vapore, in cui la fase vapore è supposta a comportamento ideale si ha che la pressione parziale della specie i in fase vapore è uguale al prodotto tra la frazione molare in fase liquida della specie i per la tensione di vapore alla temperatuta T.

La legge di Raoult non è un singola equazione, ma è un gruppo di N equazioni. Siccome la tensione di vapore p^o_i è funzione della temperatura si ha che la (1) è funzione delle seguanti variabili:

T  la temperatura;
P la pressione;
y_i le N-1 frazioni molari indipendenti della fase vapore;
x_i le N-1 frazioni molari indipendenti della fase liquida.

Quindi si hanno N equazioni in 2N variabili indipendenti. specificando N di queste variabili nella classica formulazione di equilibrio Liquido-Vapore, possiamo determinare le altre N equazioni di equilibrio grazie alla (1).

Legge di Dalton. Nel caso di una miscela binaria abbiamo:

(2.1) P y = P^0_A x;
(2.2) P (1 - y)=P^0_B (1 - x);

Dove x e y identificano le frazioni molari del componente più volatile (il componente A). Il sistema, composto dalle (2) è di due equazioni nelle quattro incognite indipendenti x, y, P, T. Sommando membro a membro le (2) otteniamo un’altra importante equazione:

(3) P = P^0_A x + p^0_B (1 - x);

La (3), nota come legge di Dalton, indica che la pressione totale del sistema è data dalla somma dei prodotti delle tensioni di vapore (alla temperatura T) per le rispettive frazioni molari. Fissata la T si può ottenere un diagramma della (3).

Fig. 1 - Diagramma della legge di Dalton.

Come già detto in precedenza, con x abbiamo indicato la frazione molare dell’elemento più volatile, quindi si ha che p^0_A > p^0_B” title=”p^0_A > p^0_B”/>. Dalla (1) possiamo dire che per le frazioni molari in fase vapore vale la relazione:</p>
<blockquote><p>(4) <img src=;

Siccome si ha che p^0_A > P” title=”p^0_A > P”/> sempre, possiamo dire che:</p>
<blockquote><p>(5) <img src=Fig. 2 - Diagramma di stato liquido-vapore

Nella Fig. 2, la retta 1 è detta dei liquidi saturi, mentre la curva 2 è dei vapori saturi. Al di sopra della retta 1 abbiamola fase liquida, la fase vapore, invece, si trova al di sotto della curva 2. La zona che si trova all’interno delle due linee è detta di equilibrio liquido-vapore. La 1 e la 2, come si vede dalla Fig. 2 si incontrano agli estremi del diagramma, dove liquido saturo e vapore saturo delle specie pure coesistono alle rispettive tensioni di vapore p^0_A e p^0_B. Quindi, l’uguaglianza y = x si ha solo per due valori di concentrazione: x = 0 e x = 1.

Nel prossimo articolo vedremo come è stata costruita la curva 2 e faremo alcune considerazioni sul diagramma e sul suo utilizzo.

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30 mag, 2008

Fattore di compressibilità: grandezze ridotte, normalizzazione e adminensionalizzazione.

Posted by: Domenico Di Nardo In: chimica| termodinamica | Articolo letto 1.002 volte/a

Introduzione. Partiamo subito da una equazione di stato:

(1) f(P,V,T)=0;

questo tipo di equazioni si possono scrivere per ogni fluido omogeneo puro. Le equazioni tipo la (1), appunto, sono dette anche costitutive. Volendo fare un esempio di equazione di stato costitutiva, per una mole di gas ideale si ha:

(2) PV/RT=1;

Principio degli stati corrispondenti. Se consideriamo una serie di gas reali ed i loro diagrammi P-V, si noterà che le curve hanno più o meno la stessa forma (trascurando la scala numerica). Grazie al principio degli stati corrispondenti, si potrà ottenere un diagramma P-V independente dalla sostanza considerata.

Il principio recita: il comportamento delle sostanze che si trovano alla stessa distanza dalle grandezze critiche è. con buona approssimazione, lo stesso.

Fig. 1- Diagramma di stato normalizzato

Normalizzazione. Per ottenere questo diagramma P-V (Fig. 1) bisogna normalizzare le grandezze (adimensionalizzarle rispetto alle condizioni critiche) in questo modo:

(3) v_r = V/V_c volume ridotto;
(4) p_r = P/P_c pressione ridotta;
(5) t_r = T/T_c temperatura ridotta;

Stesso discorso si può fare per le equazioni si stato, come la seguente:

(6) V = V(p, T);

La (6) è una generica equazione di stato che normalizzata diventa:

(7) V/V_c = f(P/P_c,T/T_c);

La (7) vale, approssimativamente, per tutte le sostanze.

Fattore di compressibilità. Un’altra grandezza normalizzata molto importante è il fattore di compressibilità ~z:

(8) ~z=PV/RT;

Se ci troviamo ad analizzare un gas ideale, ~z=1, quindi, se un gas ha un fattore di compressibilità diverso da 1, questo non si comporterà come un gas ideale. Nel punto critico si ha:

(9) ~z_c=P_cV_c/RT_c;

Normalizziamo ~z scrivendo:

(10) {~z}/{~z_c}={{P/p_c}{V/V_c}}/{T/T_c} doubleright {~z}/{~z_c}=~f(P/P_c,T/Tc);

Equazioni generalizzate. La (10) ci permette di dire che, le equazioni di stato che esprimono ~z come funzione di P_r e T_r, possono definirsi generalizzate, questo perché applicabili in linea generele a tutti i gas. Questo ci permette di riformulare il principio degli stati corrispondenti:

tutti i gas, quando confrontati alle stesse pressioni e temperature ridotte, hanno (approssimativamente) lo stesso fattore di compressibilità.

Conclusioni. Se il principio degli stati corrispondessi avesse una piena ed incondizionata validità, il fattore di compressibilità valutato nel punto critico, sarebbe lo stesso per tutti i gas. Ciò è abbastanza vero, infatti per la maggior parte delle sostanze si ha che:

(11) ~z=0,27;

Volendo, comunque, essere rigorosi, dobbiamo dire che:

(12) ~z=~(p_r,T_c,~z_c);

Come vediamo, per individuare ~z_c abbiamo bisogno di v_c, cosa non facile visto che nel punto critico, le derivate prima e seconda del diagramma P-V , sono entrambe nulle. In pratica, nel punto critico, la campana non ha curvatura.

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Introduzione. Negli articoli precedenti abbiamo visto cosa è la tensione di vapore e come determinarla per via sperimentale e come interpretare alcuni diagrammi relativi ai fluidi puri. Ora ci occupiamo di un argomento decisamente più noioso ma molto importante: la regola delle fasi (o regola della varianza di Gibbs). Prima di entrare nel vivo della nostra discussione, facciamo una semplice considerazione: facendo riferimento ad un fluido omogeneo, il suo stato può essere definito solo se fissiamo due grandezze termodinamiche intensive.

Regola delle fasi. Facciamo alcune ipotesi:

  1. Ci riferiamo ad un sistema fisico;
  2. Dove non avvengono reazioni chimiche;
  3. E che sia in equilibrio.

Se sono soddisfatte queste tre condizioni, si può affermare che il numero di variabili indipendenti che si possono fissare per individuare lo stato del sistema (i gradi di libertà) sono dati dalla seguente formula:

(1) F = 2 + N_c  -N_f;
dove:
F sono i gradi di libertà;
N_c è il numero delle specie chimiche;
N_f è il numero delle fasi;

È importante fissare bene il concetto di fase: regione omogenea di materia non necessariamente continua. Una fase discontinua è, ad esempio, quella di un gas disperso come bollicine all’interno di un liquido.

In caso di reazioni chimiche. Se ci sono reazioni chimiche, la (1) si modifica nella seguente:

(1) F = 2 + N_c  -N_f - R - s;
dove:
F sono i gradi di libertà;
N_c è il numero delle specie chimiche;
N_f è il numero delle fasi;
R è il numero delle reazioni indipendenti;
s è il numero delle reazioni speciali;

Per determinare le R reazioni indipendenti dobbiamo:

  1. Scrivere il sistema di reazioni;
  2. Scrivere le reazioni chimiche di formazione;
  3. Sostituire al sistema di partenza, le reazioni di formazione.

Il punto 3 ci da’ il sistema di equazioni indipendenti.

Analizziamo la regola. I gradi di libertà di un sistema (le grandezze che è possibile fissare arbitrariamente per determinare lo stato del sistema) sono dati dalla differenza tra le grandezze che descrivono il sistema e le equazioni indipendenti a disposizione. Se ci troviamo, invece, a contatto con un fluido puro i gradi di libertà sono due (pressione e temperatura). Se i componenti sono N_c e le fasi sono N_f, ci servono N_c - 1 frazioni molari per ogni fase:

(3) Incognite = 2 + N_f *(N_c - 1)

In condizioni di equilibrio tra le fasi possiamo scrivere f^1=f^2, se le fasi sono N_f, per un componente possiamo scrivere N_f - 1 equazioni, siccome ci troviamo con N_c componenti, possiamo scrivere:

(4) Equazioni = N_c*(N_f - 1)

In funzione della (4), si ha che:

(5) F = 2 + N_f*(N_c - 1) - N_c*(N_f - 1)
(6) F = 2 + N_c - N_f

Se ci sono reazioni chimiche indipendenti, possiamo scrivere R equazioni, per cui si ha che:

(7) F = 2 + N_c - N_f - R

Equazioni speciali. Sono equazioni che riducono ulteriormente i gradi di libertà e derivano da considerazioni di carattere stechiometrico o relative a cariche elettriche. Indichiamo con s le equazioni speciali, abbiamo che:

(8) F = 2 + N_c - N_f - R - s

La (8) ci permette di determinare i gradi di libertà di un sistema che rispetti le tre ipotesi di partenza.

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21 mag, 2008

Diagrammi, equazioni di stato ed Isoterme. Vediamo nel dettaglio come si comportano i fluidi puri.

Posted by: Domenico Di Nardo In: chimica| termodinamica | Articolo letto 1.337 volte/a

Fluidi. Quando parliamo di fluidi omogenei spesso si pensa ad un liquido, ma in realtà si fa riferimento a due classi ben precise: i liquidi ed i gassosi. Lo stato della sostanza viene identificato da pressione e temperatura e da curve di equilibrio, non sempre, però, siamo in grado di fare una netta distinzione tra queste due classi.

Fig. 1 - Diagramma di stato

Diagramma di stato. Il grafico in Fig. 1 nasce dalle misure delle tensioni di vapore del solido puro con temperatura minore del punto triplo e del liquido puro con T maggiore del punto triplo. Il diagramma ci mostra tre curve:

  1. Curva di sublimazione (solido);
  2. Curva di vaporizzazione (tensione di vapore liquidi);
  3. Curva di fusione (relazione liquido – solido);

Se ci muoviamo sulle curve ci troviamo in condizioni di coesistenza di due fasi, in pratica sono il limite delle fasi singole. Le tre curve si incontrano nel punto triplo (Tt,Pt). Dal diagramma notiamo un’altra caratteristica interessante: mentre la curva di fusione tende all’infinito, la curva di vaporizzazione si arresta nel punto C (critico). Le coordinate di C sono Pc, detta pressione critica e Tc, detta temperatura critica. Non sono altro che la pressione e la temperatura più alte per la coesistenza liquido-vapore.

Osservazione sulla tensione di vapore. Tenendo conto dello stato critico, quindi, possiamo affermare che per T > Tc non si ha equilibrio liquido – vapore, ciò significa che in questo caso non ha senso parlare di tensione di vapore. Ovvero: la tensione di vapore esiste solo per T < Tc.

Regione dei fluidi. Una zona interessante del diagramma è l’area delimitata da T > Tc e P > Pc, detta “regione dei fluidi”. Un liquido è definito tale quando può essere vaporizzato tramite una riduzione di P a T costante; un gas è definito tale se può essere condensato diminuendo la T a P costante. Nella regione dei fluidi non si possono avere le due condizioni prima specificate, quindi non si ha né un gas né un liquido.

Isoterme. Supponiamo di tagliare il diagramma in Fig. 1 con un piano ortogonale all’asse T, in pratica otteniamo delle isoterme come in Fig. 2.

Fig. 2 - Isoterme.

Il diagramma è stato preso per le sezioni a destra della zona solida. T1 e T2 sono maggiori della Tc e non attraversano un confine di fase; T3 e T4, invece, sono minori della Tc ed hanno una forma particolare: prima verticali (V costante, P variabile) che rappresenta la fase liquida (il volume del liquido varia poco); poi orizzontali (P costante, V variabile) che rappresenta la zona di equilibrio Liquido – Vapore. In questo secondo caso, la P costante è proprio la tensione di vapore. nel diagramma in Fig 1, la tensione di vapore era data dall’intersezione tra l’isoterma (linea verticale) considerata e la curva di vaporizzazione.

I due estremi della linea orizzontale (L + V) rappresentano le due condizioni di equlibrio limite: tutto liquido; tutto vapore. Se uniamo tutti questi punti estremi si ottiene la campana ACB. AC è la curva di liquido saturo, CB è la curva di vapore saturo. A sinistra della campana si ha l’area liquida, a destra l’area gas. Le linee orizzontali (L + V) tendono a ridursi in prossimità di C (punto critico). L’isoterma che passa per C ha, in questo punto, un flesso che non permette di distringuere gli stati L o V perché hanno le stesse caratteristiche.

Fluido incomprimibile. Il tratto dell’isoterma nella sezione liquida, che abbiamo visto essere verticale, suggerisce che il volume del liquido, al variare della pressione, varia in modo infinitesimale. Da qui l’assunto della meccanica dei fluidi che vede il liquido come un “fluido incomprimibile”.

Equazione di stato. Se facciamo riferimento alle regioni del diagramma in Fig. 2 dove ho una singola fase, si ha una relazione tra P, V e T, tale che:

(1) f(P, V, T) = 0;

La (1) esiste per ogni fluido omogeneo ed è detta “equazione di stato”.

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20 mag, 2008

Richiami di Chimica e Termodinamica: la tensione di vapore.

Posted by: Domenico Di Nardo In: chimica| termodinamica | Articolo letto 1.037 volte/a

Introduzione. Prima di entrare nel vivo degli argomenti della ignegneria chimica ambientale (ica) è opportuno fare una breve rassegna (qualche articolo) su alcuni richiami di chimica e di termodinamica. Iniziamo con una delle proprietà più importanti quando si analizza un problema che vede come attore un fluido: la tensione di vapore.

Caratterizzazione. A tutti noi è capitato di lasciare aperto un recipiente con dell’acqua e notare che il livello del liquido, con il tempo, tende a diminuire. Il fenomeno è funzione del numero di molecole che urtano (ed oltrepassano) il pelo libero del recipiente. Non tutte le molecole riusciranno ad oltrepassare il pelo libero, solo quelle che hanno una energia cinetica maggiore della entalpia di vaporizzazione {Delta}H_v ci riusciranno e la velocità di riduzione del livello idrico “ve” è proporzionale a queste ed alla superficie del pelo libero A.

Il numero delle molecole che urtano la superficie libera dipende da due fattori:

(1) C_1 = n_1 / V dove n è il numero delle molecole e V è il volume;
(2) componente lungo l’asse z della velocità media delle molecole, v_z;

Con la (1) facciamo riferimento alle molecole totali presenti nel liquido ma a noi interessano solo quelle che hanno energia a sufficienza:

(3) n_v = n_1 * exp * [-{Delta}H_v/R*T];

Detto ciò si arriva, con semplicissime sostituzioni algebriche, alla seguente relazione:

(4) v_e = A * v_z * C_1 * exp[-{Delta}H_v/R*T];

Analisi sperimentale. Per capire bene cosa è la tensione di vapore facciamo riferimento al sistema nello schema nella fig. 1.
Fig. 1 - Schema sperimentale

Se lasciamo il liquido L nel recipiente vuoto e chiuso ermeticamente, con la temperatutra T costante, noteremo che il manometro misura una certa pressione, tale pressione è figlia degli urti delle particelle che evaporano alla velocità v_e. Se la temperatura non è costante la pressione sarà funzione anche di questa.

Una importante osservazione è che le molecole che evaporano possono urtare sia le pareti che la superficie del liquido e tendere, quindi, a condensare con velocità v_c che dipenderà dal numero di urti nell’unità di tempo e per unità di superficie:

(5) v_c = A * v_z * C_v;

C_v è la concetrazione delle molecole nel vapore V che, ovviamente, tende a crescere con il tempo. Più C_v cresce più la v_c tende ad aumentare. Si raggiungerà una condizione di equilibrio quando la v_c sarà uguale alla v_e. In questa condizione si ha che le molecole che evaporano sono uguali alle molecole che consensano. In pratica, le molecole che si trovano in V restano costanti: ho il vapore saturo. Se ci troviamo in condizioni di eqilibrio, sarà ovvio che la pressione misurata da P non potrà aumentare, tale valore prende il nome di tensione di vapore saturo (o, semplicemente, tensione di vapore p).

Conclusioni analitiche. Facendo un pò di conti si ha che:

(6) P*V = n * R* T;
(7) n/V = P/R*T;
(8) siccome v_e = v_c si ha che
A * vz * C1 * exp[-{Delta}H_v/R*T] =A * v_z * C_v;
(9) C_v = C_1 * exp [-{Delta}H_v/R*T];
(10) p = R*T*C_1 * exp [-{Delta}H_v/R*T] =  f (T);

Osservazioni. Dalle relazioni analitiche, possiamo dire che la tensione di vapore varia in modo esponenziale con la temperatura, essendo C1 costante. Inoltre, è fondamentale la condizione di equilibrio L-V.

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