Ingegneria Chimica Ambientale

20 mag, 2008

Richiami di Chimica e Termodinamica: la tensione di vapore.

Posted by: Domenico Di Nardo In: chimica| termodinamica | Articolo letto 1.037 volte/a

Stampa Stampa

Introduzione. Prima di entrare nel vivo degli argomenti della ignegneria chimica ambientale (ica) è opportuno fare una breve rassegna (qualche articolo) su alcuni richiami di chimica e di termodinamica. Iniziamo con una delle proprietà più importanti quando si analizza un problema che vede come attore un fluido: la tensione di vapore.

Caratterizzazione. A tutti noi è capitato di lasciare aperto un recipiente con dell’acqua e notare che il livello del liquido, con il tempo, tende a diminuire. Il fenomeno è funzione del numero di molecole che urtano (ed oltrepassano) il pelo libero del recipiente. Non tutte le molecole riusciranno ad oltrepassare il pelo libero, solo quelle che hanno una energia cinetica maggiore della entalpia di vaporizzazione {Delta}H_v ci riusciranno e la velocità di riduzione del livello idrico “ve” è proporzionale a queste ed alla superficie del pelo libero A.

Il numero delle molecole che urtano la superficie libera dipende da due fattori:

(1) C_1 = n_1 / V dove n è il numero delle molecole e V è il volume;
(2) componente lungo l’asse z della velocità media delle molecole, v_z;

Con la (1) facciamo riferimento alle molecole totali presenti nel liquido ma a noi interessano solo quelle che hanno energia a sufficienza:

(3) n_v = n_1 * exp * [-{Delta}H_v/R*T];

Detto ciò si arriva, con semplicissime sostituzioni algebriche, alla seguente relazione:

(4) v_e = A * v_z * C_1 * exp[-{Delta}H_v/R*T];

Analisi sperimentale. Per capire bene cosa è la tensione di vapore facciamo riferimento al sistema nello schema nella fig. 1.
Fig. 1 - Schema sperimentale

Se lasciamo il liquido L nel recipiente vuoto e chiuso ermeticamente, con la temperatutra T costante, noteremo che il manometro misura una certa pressione, tale pressione è figlia degli urti delle particelle che evaporano alla velocità v_e. Se la temperatura non è costante la pressione sarà funzione anche di questa.

Una importante osservazione è che le molecole che evaporano possono urtare sia le pareti che la superficie del liquido e tendere, quindi, a condensare con velocità v_c che dipenderà dal numero di urti nell’unità di tempo e per unità di superficie:

(5) v_c = A * v_z * C_v;

C_v è la concetrazione delle molecole nel vapore V che, ovviamente, tende a crescere con il tempo. Più C_v cresce più la v_c tende ad aumentare. Si raggiungerà una condizione di equilibrio quando la v_c sarà uguale alla v_e. In questa condizione si ha che le molecole che evaporano sono uguali alle molecole che consensano. In pratica, le molecole che si trovano in V restano costanti: ho il vapore saturo. Se ci troviamo in condizioni di eqilibrio, sarà ovvio che la pressione misurata da P non potrà aumentare, tale valore prende il nome di tensione di vapore saturo (o, semplicemente, tensione di vapore p).

Conclusioni analitiche. Facendo un pò di conti si ha che:

(6) P*V = n * R* T;
(7) n/V = P/R*T;
(8) siccome v_e = v_c si ha che
A * vz * C1 * exp[-{Delta}H_v/R*T] =A * v_z * C_v;
(9) C_v = C_1 * exp [-{Delta}H_v/R*T];
(10) p = R*T*C_1 * exp [-{Delta}H_v/R*T] =  f (T);

Osservazioni. Dalle relazioni analitiche, possiamo dire che la tensione di vapore varia in modo esponenziale con la temperatura, essendo C1 costante. Inoltre, è fondamentale la condizione di equilibrio L-V.

convert this post to pdf.
insufficientediscretosufficientebuonoottimo (Nessun voto)
Loading ... Loading ...

5 Responses to "Richiami di Chimica e Termodinamica: la tensione di vapore."

1 | La “Regola delle fasi (o di Gibbs)”, vediamo come determinare i gradi di libertà di un sistema in equilibrio. | Ingegneria Chimica Ambientale.

maggio 27th, 2008 at 12:05 am

Avatar

[...] Negli articoli precedenti abbiamo visto cosa è la tensione di vapore e come determinarla per via sperimentale e come interpretare alcuni diagrammi relativi ai fluidi puri. Ora ci occupiamo di un argomento [...]

2 | Marco

gennaio 5th, 2009 at 9:23 pm

Avatar

Avrei una domanda in merito( è la prima volta che accedo a queto sito e non so se è qui è il posto migliore per fare domande). Se ho un recipiente vuoto e ci metto acqua, poi lo chiudo(dentro c’è anche aria ovviamente), poi lo riscaldo 200, 250, 300 gradi….cosa succede?
Io credo che ad un certo punto si debba stabilire un equilibrio termodinamico tra la fase liquida e vapore dovuto al fatto che la fugacità della fase liquida di ogni componente sia pari a quella della fase vapore, che dovrebbe in altri termini essere pari a quanto scritto sull’articolo che la velocità del condensare si uguagli a quella dell’evaporare. Inoltre se io continuo a dare calore al recipiente, questi ad un certo punto non resisterà alla presione interna dovuta alla continua evaporazione dell’acqua e si romperà…giusto?
Infine cosa comporta il fatto che all’inizio c’è pure aria insieme all’acqua nel recipiente?
Grazie

3 | admin

gennaio 7th, 2009 at 1:45 pm

Avatar

Ciao Marco. La domanda è interessante ed è pertinente.

In pratica, l’esempio che fai tu non è poi tanto diverso da quello dell’articolo, con qualche variante: temperatura non costante e recipiente con aria.

Il fatto che la T non sia costante ci complica leggermente la vita perché bisognerebbe capire con che velocità aumenta, in pratica dobbiamo capire se nel recipiente c’è il tempo per stabilirsi un equilibrio termodinamico. Se la T aumenta molto lentamente allora si avrà una successione di stati di equilibrio termodinamico altrimenti, se la T aumenta molto velocemente, non si avrà mai un vero e proprio equilibrio. questo fino a quando la T non si stabilizzerà, nom credo che tu voglia fondere il recipiente no?

Per quanto riguarda la tua osservazione sulla pressione e sulla possibilità di esplosione… beh… ovviamente la tua è una preoccupazione più che lecita, tanto è vero che se le condizioni risultano insistenibili per il materiale che compone il recipiente… una violenta esplosione è l’unica cosa che ci possiamo aspettare.

Basta pensare ad un impianto termico di una abitazione… la caldaia ha sempre un manometro che controlla la pressione ed in normali condizioni di funzionamento non ci sono mai problemi… in caso contrario c’è sempre una valvola di sicurezza (o un vaso di espansione) che dovrebbe proteggere l’impianto da sgradevoli sorprese.

4 | Mingo

gennaio 10th, 2009 at 12:00 am

Avatar

ciao,
ma la tensione di vapore… l’unica cosa che non mi è chiara… in che direzione agisce e da che punti parte? non riesco a trovare disegni che lo mostrino…
è la prima volta che affronto questo argomento al liceo… magari la domanda è anche piuttosto stupida… :-)

grazie per l’eventuale risposta!

5 | carlo

settembre 14th, 2009 at 10:37 am

Avatar

Un liquido è in equilibrio con il suo vapore saturo in ambiente chiuso come in figura: la pressione del vapore è dunque pari alla tensione di vapore del liquido a quella temperatura.Cosa succede a questa tensione se pompiamo un gas inerte a data pressione nel vapore?
E’ corretto dire che la compressione del vapor saturo ne provoca la parziale liquefazione con aumento della temperatura della superficie liquida(provocato dal calore di liquefazione) e quindi con aumento della tensione di vapore del liquido?

Comment Form


Network InAmbienTe

Ingegneria Chimica Ambietale è parte del network che vede InAmbienTe come nucleo principale ed Ingegneria Sanitaria come elemento di completamento.

Translator